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Settembre
2006 |
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Licio
Di Biase presenta a Telese “Una vita per la democrazia” |
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| TELESE TERME – In occasione del congresso dell’Udeur, Licio Di Biase presenterà a Telese “Una vita per la democrazia”, il libro da lui scritto su Giuseppe Spataro. Nel volume vengono ripercorse tutte le tappe salienti della vita dell’indimenticato politico abruzzese, che contribuì non poco a rilanciare economicamente l’Abruzzo, sollevandolo dalla scomoda posizione di ultima regione del Mezzogiorno in cui si trovava nell’immediato secondo dopoguerra. Membro della Democrazia Cristiana, Spataro fu, tra le altre cose, Ministro delle Poste e Telecomunicazioni. Proprio come il suo successore, Remo Gaspari. L’onorevole Clemente Mastella sottolinea la grandezza di Spataro nell’aver scelto di ritirarsi dall’attività parlamentare nel 1976 per lasciare spazio ai giovani: «Ciò gli dà atto del garbo e dell’umiltà che aveva», dice Mastella. La pensa così anche Giulio Andreotti, che conobbe Spataro negli ultimi anni del Fascismo: «Teneva i giovani in altissima considerazione e voleva che apprendessero l’abc della politica». Il senatore Andreotti ricorda “don Peppino” come «un uomo democratico, che intendeva la politica come una missione. Non so dove si collocherebbe nel panorama politico attuale. Credo che oggi si troverebbe un po’ a disagio». D’accordo con lui, Remo Gaspari: «Oggi non ci sono statisti del calibro di Spataro. Lui era onesto, disinteressato, concreto. Non faceva la politica con le chiacchiere, e quello che ha fatto per l’Abruzzo ne è la dimostrazione». Nel libro sono riprodotti anche momenti di frizione tra Spataro e Sturzo, e non va dimenticato che il politico vastese si scontrò persino con De Gasperi affinché l’Abruzzo fosse ricompreso nella cassa del Mezzogiorno. Viene allora da chiedersi con chi Spataro si trovasse meglio: «Credo che come indole si trovasse meglio con De Gasperi, perché avevano fatto insieme la ricostruzione», è il parere di Andreotti. Per Licio Di Biase, Spataro era un “mediano” della politica: «Un uomo infaticabile, che lavorò alacremente. Quando entrai nella DC, lui era già una leggenda». Giuseppe Spataro, come ricorda Gaspari, era sempre attento a ciò che diceva: «Non improvvisava come si fa oggi. Era un vero uomo di centro: il partito di centro attua le riforme con intelligenza e in maniera realistica. Don Sturzo diceva che la DC guardava a sinistra, perché il partito di centro non è conservatore. Spataro aveva perfettamente assimilato questi concetti». “Una vita per la democrazia” comprende alcune interviste a protagonisti che hanno avuto a che fare con Spataro: si va dallo stesso Andreotti (che ha anche scritto la prefazione del libro) ad Edoardo Tiboni, passando per Filomena Delli Castelli, Monsignor Antonio Iannucci e la figlia di Spataro, Anna. I contributi degli intervistati fanno emergere, oltre al loro giudizio su Spataro, anche aneddoti e particolari che non sono compresi nella sua storiografia ufficiale. | |||||||||||||||