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Dallo scorso 19 agosto è entrato in vigore il decreto-legge sulla
caccia n. 251 del 16/8/2006, che il Governo ha emanato per consentire
fra laltro lesercizio della caccia allinterno delle Zone di Protezione
Speciale (ZPS), escludendo con esse dallelenco delle aree naturali protette
anche i Siti di Importanza Comunitaria (SIC) e le Zone Speciali di Conservazione
(ZSC), allineandosi (se non altro per finalità) al decreto dellallora
Ministro Matteoli e senza accorgersi che si poteva ottenere lo stesso
scopo con un aggiornamento della legge quadro sulle aree protette n. 394/1991
che dettasse una disciplina apposita per SIC e ZPS nel rispetto della
Direttive Habitat e Uccelli che fra laltro non prescrivono il divieto
assoluto di caccia allinterno di tali siti protetti.
In questo modo i siti di Natura 2000 rimangono sparpagliati sul territorio,
senza essere collegati fra loro a formare una vera e propria rete ecologica.
La maggior parte delle associazioni venatorie, convinte di essere state
fortemente danneggiate da un simile provvedimento, puntano a non far tramutare
in legge il decreto entro la scadenza del prossimo 17 ottobre 2006, senza
rendersi conto di darsi così la classica
zappa sui piedi, dal momento che in tal caso tornerebbe ad essere valido
il divieto assoluto di caccia allinterno di SIC e ZPS, conseguente alle
pronunce di TAR e Consiglio di Stato.
LAssociazione Verdi Ambiente e Società (VAS), che ha ottenuto le
pronunce suddette, nonostante i limiti del provvedimento, non intende
contribuire alla decadenza del decreto, sia per la sostanziale validità
del provvedimento sia perché la sua decadenza comporterebbe delle
gravissime conseguenze per il nostro Paese, non solo sotto laspetto delle
condanne da parte della Comunità Europea che lItalia rischia di
subire per causa delle numerose leggi regionali che hanno consentito la
caccia in deroga in modo illegittimo, ma anche e soprattutto sotto laspetto
della eventuale mancata vigenza dei Programmi di Sviluppo Rurale (PSR)
da parte della competente Commissione Europea (che si rifiuta di approvarli
fin tanto che lItalia non abbia ottemperato alla condanna inflittale nel
2003 per carenza di designazione proprio delle ZPS) e della conseguente
perdita del finanziamento di ben 8,3 milioni di euro previsti dal Fondo
Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR) per i prossimi 7 anni.
(Stupisce fortemente il silenzio registrato da parte delle principali
associazioni agricole di fronte al rischio di un così grave danno
economico). Contestualmente alla manifestazione di protesta indetta per
domani 1 settembre dalla maggior parte delle associazioni venatorie, è
stato annunciato che una loro delegazione presenterà al Governo
ed a tutti i soggetti istituzionali una proposta di modifica ed integrazione
al decreto-legge e tornerà a chiedere lapertura di un tavolo di
confronto e di concertazione (esteso anche alle associazione agricole
ed ambientaliste).
LAssociazione VAS porterà il suo contributo per la definizione
e approvazione del miglior testo possibile da convertire in legge.
VAS ha elaborato una analisi esauriente del provvedimento adottato dal
governo da cui ha desunto proposte di modifiche e integrazioni che dovrebbero
costituire un punto di mediazione equilibrata accettabile da tutte le
parti interessate.
VAS trasmetterà la documentazione prodotta a tutti i soggetti interessati
ed in particolare alle associazioni venatorie, agricole
ed ambientaliste, alle forze politiche ed al Governo, per sottoporre anticipatamente
alla loro attenzione sia lanalisi che la conseguente proposta di modifiche
ed integrazioni al testo del decreto-legge, per un confronto e una concertazione
che consenta di convertire in legge il decreto con un testo condiviso
dalla maggior parte degli interessati.
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