Settembre 2006
VAS (VERDI AMBIENTE E SOCIETA'): CONVERTIRE IL DECRETO SULLA CACCIA CON UN TESTO CHE CORREGGA IN PARTE IL PROVVEDIMENTO E CHE SMORZI I TENTATIVI MALDESTRI DI CERTE ASSOCIAZIONI VENATORIE CHE VOGLIONO FARLO DECADERE

Dallo scorso 19 agosto è entrato in vigore il decreto-legge sulla caccia n. 251 del 16/8/2006, che il Governo ha emanato per consentire fra laltro lesercizio della caccia allinterno delle Zone di Protezione Speciale (ZPS), escludendo con esse dallelenco delle aree naturali protette anche i Siti di Importanza Comunitaria (SIC) e le Zone Speciali di Conservazione (ZSC), allineandosi (se non altro per finalità) al decreto dellallora Ministro Matteoli e senza accorgersi che si poteva ottenere lo stesso scopo con un aggiornamento della legge quadro sulle aree protette n. 394/1991 che dettasse una disciplina apposita per SIC e ZPS nel rispetto della Direttive Habitat e Uccelli che fra laltro non prescrivono il divieto assoluto di caccia allinterno di tali siti protetti.
In questo modo i siti di Natura 2000 rimangono sparpagliati sul territorio, senza essere collegati fra loro a formare una vera e propria rete ecologica.
La maggior parte delle associazioni venatorie, convinte di essere state fortemente danneggiate da un simile provvedimento, puntano a non far tramutare in legge il decreto entro la scadenza del prossimo 17 ottobre 2006, senza rendersi conto di darsi così la classica
zappa sui piedi, dal momento che in tal caso tornerebbe ad essere valido il divieto assoluto di caccia allinterno di SIC e ZPS, conseguente alle pronunce di TAR e Consiglio di Stato.
LAssociazione Verdi Ambiente e Società (VAS), che ha ottenuto le pronunce suddette, nonostante i limiti del provvedimento, non intende contribuire alla decadenza del decreto, sia per la sostanziale validità del provvedimento sia perché la sua decadenza comporterebbe delle gravissime conseguenze per il nostro Paese, non solo sotto laspetto delle condanne da parte della Comunità Europea che lItalia rischia di subire per causa delle numerose leggi regionali che hanno consentito la caccia in deroga in modo illegittimo, ma anche e soprattutto sotto laspetto della eventuale mancata vigenza dei Programmi di Sviluppo Rurale (PSR) da parte della competente Commissione Europea (che si rifiuta di approvarli fin tanto che lItalia non abbia ottemperato alla condanna inflittale nel 2003 per carenza di designazione proprio delle ZPS) e della conseguente perdita del finanziamento di ben 8,3 milioni di euro previsti dal Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR) per i prossimi 7 anni. (Stupisce fortemente il silenzio registrato da parte delle principali associazioni agricole di fronte al rischio di un così grave danno economico). Contestualmente alla manifestazione di protesta indetta per domani 1 settembre dalla maggior parte delle associazioni venatorie, è stato annunciato che una loro delegazione presenterà al Governo ed a tutti i soggetti istituzionali una proposta di modifica ed integrazione al decreto-legge e tornerà a chiedere lapertura di un tavolo di confronto e di concertazione (esteso anche alle associazione agricole ed ambientaliste).
LAssociazione VAS porterà il suo contributo per la definizione e approvazione del miglior testo possibile da convertire in legge.
VAS ha elaborato una analisi esauriente del provvedimento adottato dal governo da cui ha desunto proposte di modifiche e integrazioni che dovrebbero costituire un punto di mediazione equilibrata accettabile da tutte le parti interessate.
VAS trasmetterà la documentazione prodotta a tutti i soggetti interessati ed in particolare alle associazioni venatorie, agricole
ed ambientaliste, alle forze politiche ed al Governo, per sottoporre anticipatamente alla loro attenzione sia lanalisi che la conseguente proposta di modifiche ed integrazioni al testo del decreto-legge, per un confronto e una concertazione che consenta di convertire in legge il decreto con un testo condiviso dalla maggior parte degli interessati.

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