Settembre 2006
Libano/Israele, Amnesty: “I ministri degli Esteri Ue agiscano sulle violazioni dei diritti umani”
ROMA - Amnesty International ha chiesto ai ministri degli Esteri dell’Ue, alla vigilia della loro riunione informale in Finlandia, di sostenere attivamente il Segretario generale dell’Onu Kofi Annan nell’avvio di un’indagine esaustiva sulle violazioni dei diritti umani commesse in Libano e Israele nel corso del recente conflitto. Un cessate il fuoco, da solo, non basta a portare la pace. «Una soluzione sostenibile e duratura potrà esserci solo quando i responsabili delle violazioni dei diritti umani saranno chiamati a rispondere delle proprie azioni e verrà resa piena riparazione alle vittime di entrambe le parti», ha dichiarato Dick Oosting, direttore dell’ufficio di Amnesty International presso l’Ue. L’organizzazione per i diritti umani ha inoltre chiesto ai ministri degli Esteri dell’Ue di assicurare che l’operazione allargata di peacekeeping dell’Onu, a guida Ue, sia dotata di un mandato efficace per proteggere i civili e comprenda una componente di monitoraggio che possa indagare e riferire pubblicamente sulle violazioni dei diritti umani. «Le prove raccolte sul campo da Amnesty International indicano che entrambe le parti in conflitto hanno commesso crimini di guerra. Questa circostanza dev’essere affrontata e questo è il momento giusto per farlo. I diritti umani devono far parte del quadro fondamentale delle misure immediate e dell’agenda politica di lungo periodo riguardanti quell’area. L’Ue non dovrebbe perdere questa occasione», ha aggiunto Oosting.
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