| Le Associazioni ALTURA, Lega Anticaccia,
Legantivivisezione, Pro Natura Abruzzo, Stazione Ornitologica Abruzzese
e WWF Abruzzo segnalano le importanti novità introdotte ieri dalla
Commissione VIA della Regione Abruzzo che ha effettuato la valutazione
di incidenza ambientale sul nuovo calendario venatorio regionale come
richiesto dalle direttive europee per la tutela della biodiversità.
Per la prima volta la tematica della caccia è stata affrontata
seguendo regole di corretta gestione faunistica e, anche se il calendario
venatorio presenta ancora alcuni elementi negativi (ad esempio la preapertura,
ancorché limitata alla sola domenica 3 settembre), si tratta di
un cambiamento di grande rilievo rispetto alle passate gestioni: un cambiamento
che pone l'Abruzzo all'avanguardia in Italia, come già osservato
dallo stesso Istituto Nazionale di Fauna Selvatica.
Il Comitato ha introdotto le seguenti prescrizioni che
dovranno essere tutte applicate immediatamente:
. nella fascia di protezione esterna al Parco Nazionale d'Abruzzo la caccia
è consentita nel limite di densità venatoria di 1 cacciatore
ogni 40 ettari;
. nella stessa fascia di protezione esterna al Parco Nazionale d'Abruzzo
e nei Siti di Interesse Comunitari dove è accertata la presenza
dell'Orso e/o del Lupo, la caccia al cinghiale sarà consentita
limitatamente al periodo successivo al 1° novembre e fino al 31 gennaio,
esclusivamente nella forma della girata e degli abbattimenti di selezione:
in queste aree, pertanto, non sarà consentita la caccia ai cinghiali
nella forma della braccata;
. nella fascia di protezione esterna al Parco Nazionale d'Abruzzo, nelle
Zone di Protezione Speciale "Monti Simbruini" e "ex-Parco
Sirente-Velino" è vietato l'uso di pallinidi piombo;
. l'uso dei pallini da piombo è vietato dovunque nella caccia agli
uccelli acquatici (anatidi e limicoli);
. nelle foci dei fiumi, per una profondità di cinquecento metri
dalla linee di costa, non è consentita nessuna forma di caccia
(una previsione già contenuta nella legge sulla caccia, ma mai
applicata);
. l'apertura della caccia alla coturnice (dal 15 ottobre al 14 dicembre
2006) è subordinata allo svolgimento, da parte degli Ambiti Territoriali
di Caccia, di censimenti preliminari ai piani di abbattimento, previo
parere dell'Istituto Nazionale di Fauna Selvatica.
Si tratta di prescrizioni che raccolgono le indicazioni
che la Commissione Europea ed i maggiori organismi di ricerca internazionale,
compresa l'Unione Internazionale di Conservazione della Natura, suggeriscono
da anni.
In particolare per quanto riguarda la tutela dell'Orso, il divieto della
caccia in braccata al cinghiale nelle aree dove è presente l'Orso
è fondamentale perché, come dimostrano tutti gli studi condotti
sull'argomento, la caccia in braccata è una delle principali cause
di disturbo per questa specie, alcuni esemplari della quale anche in Abruzzo
sono stati "impallinati" per errore proprio durante le braccate.
Il divieto di utilizzare pallini da piombo nelle aree di maggior pregio
naturalistico e nella caccia agli uccelli acquatici risponde ad esigenze
sanitarie, oltre che ambientali: il piombo dei pallini, come attestano
studi internazionali, è una tra le principali fonti di inquinamento
di questo pericoloso metallo con seri pericoli per la salute umana, ad
iniziare da quella degli stessi cacciatori e dei loro familiari che mangiano
carne contaminata dal piombo.
Le Associazioni - che rinviano per ulteriori approfondimenti
sull'argomento ad una conferenza stampa che si terrà sabato prossimo
a Pescara - sollecitano la Regione, le Province e gli Ambiti Territoriali
di Caccia ad informare con la massima tempestività tutti i cacciatori
di queste importanti novità. Al tempo stesso si appellano agli
organi di polizia affinché vigilino sul rispetto di tali prescrizioni.
|
|