Settembre 2006
IL COMITATO VIA REGIONALE FISSA NUOVE REGOLE PER IL CALENDARIO VENATORIO: LE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE ED ANIMALISTE NE SOLLECITANO IL PIENO RISPETTO

Le Associazioni ALTURA, Lega Anticaccia, Legantivivisezione, Pro Natura Abruzzo, Stazione Ornitologica Abruzzese e WWF Abruzzo segnalano le importanti novità introdotte ieri dalla Commissione VIA della Regione Abruzzo che ha effettuato la valutazione di incidenza ambientale sul nuovo calendario venatorio regionale come richiesto dalle direttive europee per la tutela della biodiversità.
Per la prima volta la tematica della caccia è stata affrontata seguendo regole di corretta gestione faunistica e, anche se il calendario venatorio presenta ancora alcuni elementi negativi (ad esempio la preapertura, ancorché limitata alla sola domenica 3 settembre), si tratta di un cambiamento di grande rilievo rispetto alle passate gestioni: un cambiamento che pone l'Abruzzo all'avanguardia in Italia, come già osservato dallo stesso Istituto Nazionale di Fauna Selvatica.

Il Comitato ha introdotto le seguenti prescrizioni che dovranno essere tutte applicate immediatamente:
. nella fascia di protezione esterna al Parco Nazionale d'Abruzzo la caccia è consentita nel limite di densità venatoria di 1 cacciatore ogni 40 ettari;
. nella stessa fascia di protezione esterna al Parco Nazionale d'Abruzzo e nei Siti di Interesse Comunitari dove è accertata la presenza dell'Orso e/o del Lupo, la caccia al cinghiale sarà consentita limitatamente al periodo successivo al 1° novembre e fino al 31 gennaio, esclusivamente nella forma della girata e degli abbattimenti di selezione: in queste aree, pertanto, non sarà consentita la caccia ai cinghiali nella forma della braccata;
. nella fascia di protezione esterna al Parco Nazionale d'Abruzzo, nelle Zone di Protezione Speciale "Monti Simbruini" e "ex-Parco Sirente-Velino" è vietato l'uso di pallinidi piombo;
. l'uso dei pallini da piombo è vietato dovunque nella caccia agli uccelli acquatici (anatidi e limicoli);
. nelle foci dei fiumi, per una profondità di cinquecento metri dalla linee di costa, non è consentita nessuna forma di caccia (una previsione già contenuta nella legge sulla caccia, ma mai applicata);
. l'apertura della caccia alla coturnice (dal 15 ottobre al 14 dicembre 2006) è subordinata allo svolgimento, da parte degli Ambiti Territoriali di Caccia, di censimenti preliminari ai piani di abbattimento, previo parere dell'Istituto Nazionale di Fauna Selvatica.

Si tratta di prescrizioni che raccolgono le indicazioni che la Commissione Europea ed i maggiori organismi di ricerca internazionale, compresa l'Unione Internazionale di Conservazione della Natura, suggeriscono da anni.
In particolare per quanto riguarda la tutela dell'Orso, il divieto della caccia in braccata al cinghiale nelle aree dove è presente l'Orso è fondamentale perché, come dimostrano tutti gli studi condotti sull'argomento, la caccia in braccata è una delle principali cause di disturbo per questa specie, alcuni esemplari della quale anche in Abruzzo sono stati "impallinati" per errore proprio durante le braccate.
Il divieto di utilizzare pallini da piombo nelle aree di maggior pregio naturalistico e nella caccia agli uccelli acquatici risponde ad esigenze sanitarie, oltre che ambientali: il piombo dei pallini, come attestano studi internazionali, è una tra le principali fonti di inquinamento di questo pericoloso metallo con seri pericoli per la salute umana, ad iniziare da quella degli stessi cacciatori e dei loro familiari che mangiano carne contaminata dal piombo.

Le Associazioni - che rinviano per ulteriori approfondimenti sull'argomento ad una conferenza stampa che si terrà sabato prossimo a Pescara - sollecitano la Regione, le Province e gli Ambiti Territoriali di Caccia ad informare con la massima tempestività tutti i cacciatori di queste importanti novità. Al tempo stesso si appellano agli organi di polizia affinché vigilino sul rispetto di tali prescrizioni.

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