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Agosto
2006 |
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Dichiarazione
del Sindaco di Pescara, Luciano D’Alfonso, su Tommaso Coletti |
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| “La memoria dell’olocausto è
un dovere morale di tutti.
Ideologia, slogan e azioni dei nazisti sono coperti da un perenne marchio di infamia, su cui nessuno può discutere. Da parte mia mi sento in dovere di testimoniare la profonda condivisione morale di questi valori umani e democratici da parte di Tommaso Coletti, il quale è stato vittima di un grave infortunio comunicativo. Sono certo che Coletti intendesse esprimere lo straordinario valore del lavoro per ogni uomo e la priorità che esso riveste per gli amministratori pubblici. Involontariamente, per rappresentare questi significati, è stata utilizzata un’espressione legata alla pagina più nera della storia dell’umanità. Una pagina che non ha nulla a che fare con Tommaso Coletti e con il suo impegno generoso e concreto al servizio delle istituzioni e dei cittadini. Al contrario, Coletti ha sempre dimostrato un sincero e costante servizio alla democrazia e alla libertà, operando costantemente per la crescita e lo sviluppo delle comunità che ha rappresentato e rappresenta e favorendo in questo modo nuove opportunità di lavoro per i giovani. Mi sembra si possa concludere che, proprio in questo senso, Coletti intendeva dire che il lavoro è per la libertà. Forse, molto più semplicemente, Coletti aveva nella memoria le parole con cui Lucio Dalla concluse lo scorso anno il concerto del I maggio a Pescara, dicendo che il lavoro libera la persona”. Luciano D’Alfonso |
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